Recensione Il Golosario

Uno splendido complesso del Settecento circondato da oltre 130 ettari di viti, oliveti e boschi rappresentano il cuore dell’impresa Tenuta San Jacopo  fondata dai fratelli Vanni, Carlo e Marco Cattaneo che nel 2002 hanno acquisito la proprietà puntando su una ristrutturazione dei vigneti secondo l’impronta della viticoltura biologica. Oggi le diverse case coloniche e i fabbricati si sono aperti all’ospitalità in splendidi appartamenti immersi tra queste affascinanti colline che segnano il confine tra Chianti Classico e Valdarno mentre la cantina ha saputo ritagliarsi una propria identità ben definita. Ne abbiamo avuto la riprova fin dall’assaggio dello Chardonnay di Toscana Quarto di Luna 2020, di colore paglierino, ha naso delicato, con profumi di ananas e banana verde. In bocca è ampio, filigranoso, sapido. Il Sangiovese Valdarno Di Sopra Vigna del Mulinaccio 2018 è un vino polposo, fruttato e officinale, caldo ma non troppo con un finale dove arriva il mallo di noce. Il Valdarno di Sopra Rosso Orma del Diavolo 2018, taglio bordolese di sangiovese, merlot e cabernet sauvignon, ha naso intrigante con frutta sotto spirito e peperone, mentre in bocca prevale la freschezza. Il Chianti Biologico Riserva Poggio ai Grilli 2018 è il loro cavallo di battaglia e soprattutto è il bicchiere che mantiene appieno queste promesse: il naso è un concentrato di frutta rossa e cacao con note minerali. In bocca è vibrante, l’acidità non molla mai, però il sorso è compiuto nella sua rotondità. Di buona persistenza. Chiudiamo con il Toscana Biologico Caprilius 2016, altro vino da campioni: ha naso profondo, di ciliegia sotto spirito, cacao e idrocarburi. Bellissimo sorso, con ingresso morbido e tannino avvolgente.

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